giovedì 23 aprile 2009

“Un movimento franoso nell’area residenziale”

Corriere Adriatico edizione del 23 aprile 2009
Cagli, Ferruccio Volpi, segretario de La Destra cagliese, interviene per sottolineare che “Cresce la preoccupazione fra i residenti del vasto agglomerato urbano di via Martiri della Resistenza. Il timore e la paura vengono amplificati non solo dai recenti drammatici eventi sismici che hanno interessato L’Aquila, ma anche e soprattutto dalle continue incessanti ed abbondanti piogge che stanno investendo il territorio. La zona residenziale in questione infatti è sopra ed a valle di un vasto terreno noto per la presenza di numerose falde idriche. In passato infatti si è dovuto ripetutamente intervenire con “cistonate” o palizzate per contenere o prevenire movimenti franosi consistenti.

“Ad accentuare la preoccupazione dei residenti - aggiunge Volpi - c’è anche la constatazione che, malgrado solleciti e denunce alle varie competenti autorità e proprietari (raccomandata al sindaco di Cagli, al prefetto ed all’Asur Zona territoriale 2 di Urbino, proprietaria dei terreni), fatta eccezione per la formale risposta del competente ufficio comunale, i preoccupati abitanti non hanno avuto e soprattutto non hanno visto nulla se non constatare il crescente smottamento che sta invadendo la strada antistante e sovrastante le abitazioni. E’ indispensabile ed urgente intervenire”.

martedì 21 aprile 2009

Preoccupazione fra i residenti di Via Martiri della resistenza




Cresce la preoccupazione fra i residenti del vasto agglomerato urbano di via Martiri della resistenza a Cagli.
Il timore e la paura vengono amplificati al presente ,non solo dai recenti ,drammatici eventi sismici che hanno interessato L’Aquila, ma anche e soprattutto dalle continue incessanti ed abbondanti piogge che stanno investendo il territorio.
La zona residenziale in questione infatti è sopra ed a valle di un vasto terreno noto per la presenza di numerose falde idriche.
In passato infatti si è dovuto ripetutamente intervenire con “cistonate” o palizzate per contenere o prevenire movimenti franosi consistenti.
Ad accentuare la preoccupazione dei residenti, c’è anche la constatazione che,malgrado solleciti e denunce alle varie competenti autorità e proprietari( raccomandata al Sindaco di Cagli. Al Prefetto ed all’ASUR Zona territoriale 2 di Urbino, proprietaria dei terreni in oggetto ) ,fatta eccezione per la formale risposta del competente ufficio comunale i preoccupati abitanti dei complessi residenziali minacciati dal potenziale pericolo non hanno avuto e soprattutto non hanno visto nulla se non costatare, come documentato dalle foto, il crescente smottamento che sta invadendo la strada antistante e sovrastante le abitazioni.
E’ indispensabile ed urgente che chi di dovere,(soprattutto l’ASUR zona territoriale 2 di URBINO, che senza colpo ferire si è ritrovata proprietaria non solo degli edifici ,ospedale,ecc., ma anche di terreni da sempre appartenuti alla nostra comunità), intervenga responsabilmente facendo sondaggi ed eseguendo captazioni.
Tutto ciò innanzi tutto per mettere insicurezza la zona.
Nel contempo si può realizzare una potenziale fonte di approvvigionamento idrico consentendo così di sospendere i pericolosi ed ingiustificati prelievi dal POZZO BURANO 2 , che ,se continuati nel tempo, possono compromettere irreparabilmente l’equilibrio ambientale e naturale di un importante territorio.
Cagli,22/4/09

FERRUCCIO VOLPI
(segretario de La DESTRA Cagli)

domenica 19 aprile 2009

Rossi (La Destra): «Noi lontani dai poteri forti»






di LUCA FABBRI

«La competizione sarà tra loro due». Tra Giacomo Rossi e Matteo Ricci. Lo hanno ripetuto più volte i sostenitori de La Destra, durante la presentazione della candidatura per la Provincia di Rossi: «Non esistono altri contendenti». Come dire che il centrodestra non è stato in grado di esprimere altre candidature credibili. Così, dopo Stafoggia in Comune, i seguaci di Storace lanciano Rossi, alla conquista di via Gramsci. «Vogliamo provare a cambiare davvero il modo di fare politica nella nostra provincia - spiega Rossi - per questo anche il nostro programma si presenta di rottura con il passato. Prima di tutto non presenteremo in lista alcun indagato, cosa di cui invece non può vantarsi il Partito Democratico, in seguito alle recenti inchieste giudiziarie che hanno coinvolto dei suoi esponenti. Inoltre il mio sarà un programma fortemente basato sulle politiche sociali». Un programma ancora in preparazione, come la lista. Ma i nomi non mancano: da Jonathan Olivieri a Colbordolo, a Roberto Pagnoni a Fano, da Luigi Lupi a Mondavio fino a Luca Bottin a Fossombrone.
«La nostra è una politica nuova - continua Rossi, accompagnato durante la presentazione dagli applausi dell’onorevole Teodoro Bontempo - perchè è libera dalle lobby economiche. Non ci faremo intimidire dai poteri forti perchè ne siamo completamente estranei, per questo sono fiducioso di poter arrivare a quel 3% necessario per strappare un seggio in Provincia. Poi dal consiglio porteremo avanti le nostre battaglie sulla viabilità, sicurezza, sanità, sprechi del pubblico e infrastrutture». A sponsorizzare la candidatura di Rossi, anche il segretario regionale nonchè candidato sindaco, Walter Stafoggia, che non dimentica di lanciare frecciatine velenose a Matteo Ricci. «Siamo contenti che Ricci abbia incontrato 23.000 persone e visitato oltre 500 aziende - spiega - magari dopo tanti incontri qualcuno avrà finalmente capito quale mestiere faccia questo ragazzo, addestrato, sin dalla età di 16 anni, per diventare un politico di professione».

Fonte: Messaggero

mercoledì 15 aprile 2009

Sabato, Giacomo Rossi ("La Destra-Fiamma Tricolore") presenta il programma e i suoi candidati dei vari collegi provinciali





E' partita la campagna elettorale di Giacomo Rossi, candidato alla presidenza della Provincia per la lista "La Destra-Fiamma Tricolore". Insieme ai suoi militanti, al motto di "Onestà ed impegno.Proviamo a cambiare?" il pulmino elettorale del più giovane candidato nella storia delle elezioni provinciali, batterà ogni angolo della Provincia. Come inizio, Sabato alle ore 18 presso la Sala Rossa del Comune di Pesaro, ci sarà la presentazione dei propri punti programmatici e dei candidati nei vari collegi provinciali. Saranno presenti il Presidente Nazionale de "La Destra" Teodoro Buontempo, Walter Stafoggia e Massimo Rinaldi, rispettivamente candidato a sindaco di Pesaro e capolista per la lista comunale "La Destra-Fiamma Tricolore". La serata continuerà in un ristorante a Fano per una cena conviviale. Per informazioni e partecipazione 346.0933656 o www.giacomorossipresidente.blogspot.com

domenica 5 aprile 2009

Mpa con la Destra, nuova spina del Pdl

il Pdl ha un fianco scoperto anche al sud: il 51 per cento è sempre più lontano.
Quelli del Pdl che fanno le capriole per far intravedere il bicchiere mezzo pieno dicono che «tutto sommato» l’intesa tra Raffaele Lombardo e Francesco Storace su una lista unica alle elezioni europee segna l’inizio di un riavvicinamento dell’ex governatore del Lazio fuoriuscito da An al centrodestra di governo. Applicando la proprietà transitiva alla politica insomma si arriverebbe all’improbabile conclusione che, essendo il capo dell’Mpa e governatore siciliano un bizzoso ma solido alleato di Berlusconi, pian piano anche il ribelle Storace tornerà ad orbitare come fumantino ma stabile satellite attorno al sole del Cavaliere.
Le cose però stanno assai diversamente e l’alleanza elettorale che ieri è stata annunciata prima da Storace con tutte le fanfare e poi confermata da un più misurato ma non meno minaccioso Lombardo tutto è tranne che un elemento positivo per il Pdl. «Hanno voluto l’assurdo e iniquo sbarramento elettorale e finanziario per indebolire il pluralismo – è stata la dichiarazione di guerra del governatore leader degli autonomisti siciliani – e noi li sfidiamo».
La lista unitaria infatti si presenterà in tutte e cinque le circoscrizioni europee, con l’obiettivo di superare la soglia del 4% , facendo scendere direttamente in campo tutti i suoi campioni – Storace e Lombardo in testa – utilizzando a man bassa lo strumento delle preferenze «in cui noi siamo maestri », dicono con orgoglio gli uomini del governatore siciliano.
Conti alla mano, alle politiche 2008 la Destra di Storace ha incassato il 2,4 per cento, l’Mpa degli autonomisti siciliani l’1,1 per cento: totale 3,5. Se si aggiunge all’intesa Lombardo- Storace un possibile accordo con l’inaffondabile Partito dei pensionati di Fatuzzo che ha il suo eurodeputato con l’1,1 per cento (e che non è entrato nel Pdl nonostante il martellante pressing di Berlusconi) cui l’Mpa sta lavorando intensamente; se si aggiunge il fattore moltiplicatore delle preferenze previste nella legge europea; se si aggiunge un diffuso malcontento nell’elettorato di An – rilevato dall’istituto di ricerche Demopolis con concentrazioni più alte in Sicilia – per la confluenza nel Pdl; se di tutto ciò si fa una somma, l’obiettivo del 4 per cento pare a portata di mano.
Anche perché – sarà l’effetto governatore, sarà la competition con il Pdl siciliano spaccato dalla lite tra i big Alfano e Micchicè – il consenso all’Mpa di Lombardo dalle politiche ad oggi è cresciuto: alle regionali abruzzesi, dove La Destra ha preso l’1,9, l’Mpa ha incassato un sorprendente 3,3 e in Sardegna ha portato a casa il 2,1.
Per il Pdl si preannunciano dolori soprattutto in Sicilia: nell’isola le “liste lombardiane” alle regionali hanno preso il 22 per cento (il 20 per cento in Sicilia equivale al 2 per cento a livello nazionale), la Destra di Storace l’1,6: un partito che in Sicilia ha il volto di Nello Musumeci, ex msi ed ex an fondatore di Alleanza siciliana, poi di fatto trasformatasi in Destra.
Ed è proprio da una chiacchierata tra Musumeci e Lombardo, entrambi catanesi impegnati in politica su fronti diversi ma amici da trent’anni che è nata l’idea dell’intesa tra Mpa e Destra. I lombardiani negano che l’accordo sia l’effetto collaterale di una rottura con la Lega, con cui erano in corso trattative per presentare liste comuni: «Diciamo che tra noi e il Carroccio c’è stata una separazione consensuale».
La versione dell’Mpa è che una lista con la Lega avrebbe potuto danneggiare la causa federalista e ingenerare «confusione » nell’elettorato del nord e del sud. I maligni dicono invece che la Lega, ormai preda di manie di grandezza, avrebbe voluto ridurre a proporzioni microscopiche, inaccettabili per la dignità di Lombardo, il simbolo dell’Mpa sotto i piedi dell’Alberto da Giussano.
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