Mentre il bipartitismo sta politicamente fallendo Veltroni e Berlusconi vorrebbero dare l’ultimo colpo di coda alla libertà di voto degli italiani. Se le voci che riferiscono delle intenzioni di Berlusconi di cambiare la legge elettorale per le europee corrispondessero al vero, avremmo la conferma che ormai in Italia c’è una vera e propria emergenza democratica. Si impedisce per legge di processare la casta, si esprime solidarietà a chi è finito in carcere per documentate tangenti, si nominano deputati e senatori come se si trattasse di assunzioni aziendali, si assolvono politicamente e moralmente sindaci e amministratori che hanno causato l’emergenza ambientale di Napoli e della Campania, si va avanti con decreti anche quando questi non corrispondono ai requisiti previsti dalle norme costituzionali, tutto questo impone di non rimanere inerti. Lancio pertanto un appello a tutti coloro che vogliono difendere la libertà del voto e il diritto dovere dei cittadini di scegliere i loro rappresentanti nel Parlamento europeo a costituirsi in comitati di azione politica, superando anche le divisioni e gli steccati della politica. La costituzione di questi comitati dovrebbe includere esponenti di tutte le parti politiche, per dare vita a manifestazioni che richiamino l’attenzione dell’opinione pubblica nel momento in cui pezzi di democrazia e di libertà vengono calpestati con un’arroganza che non ha precedenti.
giovedì 17 luglio 2008
EUROPEE, “VELTRUSCONI” EMERGENZA DEMOCRATICA
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giovedì, luglio 17, 2008
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sabato 12 luglio 2008
QUALE DESTRA AL GOVERNO DELL’ITALIA?
Spero che non sia vera la cronaca raccontata dai giornali sulla lite fra Tremonti e Brunetta sulla specificità da riconoscere alle forze dell’ordine. Una politica di destra - e noi ne discuteremo a Orvieto il prossimo fine settimana -deve anzitutto rispettare chi lavora per la sicurezza dei cittadini. Per ora, invece, vediamo solo attenzione a non processare, di rinvio in rinvio, chi commette crimini. Siamo di fronte ad un’amnistia mascherata, si aggravano i danni provocati dall’indulto. E’ questa la destra al governo dell’Italia?
AD ORVIETO PER VOLARE ALTO
Il 19 e 20 luglio prossimi ad Orvieto, centro congressi del Palazzo del Capitano del Popolo, riprenderemo a costruire la nostra strategia politica per le grandi sfide del futuro. Tema della convention: “Quanta destra c’è al governo dell’Italia? Analisi, temi, progetti e prospettive della destra sociale e popolare”.
Informazioni utili
Scheda di partecipazione
Scheda di prenotazione albergo
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sabato, luglio 12, 2008
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mercoledì 2 luglio 2008
Storace (La Destra) ad Affaritaliani.it: nessun avvicinamento con il Pdl e Berlusconi
"Nel Pdl ci saremmo entrati prima e adesso faremmo i parlamentari. Il Pdl è un partito che si sta costituendo, prima delle elezioni ci era stato proposto di entrare per fare i parlamentari. Che senso avrebbe farlo adesso? La prossima volta che Il Secolo vuole scrivere la verità mi chiami e gli dirò come stanno le cose". Quindi nemmeno un avvicinamento con il premier e il Pdl? "Le cose non stanno come ha scritto Il Secolo", replica Storace.
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mercoledì, luglio 02, 2008
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mercoledì 25 giugno 2008
Piano d'ambito triennale 2008/2010 - Interventi previsti.
CLICCARE SOPRA L'IMMAGINE PER INGRANDIRE
link documento integrale: http://www.ato1acqua.marche.it/fileadmin/grpmnt/5525/PIANO_STRALCIO/Programma_interventi_2008-09-10_Comuni_MARCHE_Multiservizi_SpA.pdf
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mercoledì, giugno 25, 2008
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martedì 24 giugno 2008
GOVERNO: CARO SILVIO, COSI’ NON VA… “TROPPE CASTRONERIE NELLE PRIME MANOVRE PDL”.
Molti la chiamano “luna di miele”, ma le cose non vanno per nulla bene: il Governo sta combinando pasticci in campo economico, in materia di giustizia e di sicurezza, imponendo ormai un dovere di critica a cui sembra difficile sottrarsi. Tremonti è orgoglioso della “Robin Hood tax” a favore dei più poveri, ma non si cura dei tagli a Comuni e Regioni che produrranno un immediato rincaro dei servizi e delle tariffe per i cittadini; è soddisfatto di aver tolto l’Ici ma sembra non pesargli la sicura reintroduzione dei ticket sanitari (insostenibili per poveri e anziani) causati dai tagli alla sanità contenuti nella sua manovra. Una manovra in cui non c’è traccia di misure di rilancio economico per le imprese (come la legge del 2001 che detassava gli utili d’impresa reinvestiti) e non ci sono misure a sostegno del potere reale dei salari. Sulla sicurezza, inoltre, la detassazione degli straordinari perché ha escluso tra i destinatari proprio coloro che ne hanno bisogno, le forze dell’ordine, che, come se non bastasse, sono anche divenute oggetto di attenzione del ministro della Difesa con umilianti iniziative a danno della loro immagine e credibilità? Inviare truppe a risolvere i problemi della sicurezza, dopo che da anni carabinieri e polizia denunciano la mancanza di risorse, di mezzi e di uomini che impedisce loro di contrastare efficacemente la criminalità, sfiora il ridicolo. Aggiungiamo pure le castronerie come l’ultima sulla giustizia: se si uccide un poliziotto la pena è l’ergastolo. E se si uccide un buon padre di famiglia, no? Sarò anche un po’ smemorato ma non ricordo che, in campagna elettorale, Berlusconi avesse indicato tra le urgenze la questione di Rete 4, quella dei processi che vanno congelati e le intercettazioni (su cui non dico si dovrebbe discutere ma tutto ha un limite). Concludo riprendendo lo “stracotto” Veltroni, che annuncia la “piazza” per l’autunno: facciamolo noi e subito prima che un altro “colpo” di maggioranza alzi lo sbarramento alle elezioni europee, violentando ancora una volta la democrazia e impedendo a un partito nuovo, il nostro, di rappresentare un blocco sociale che, a giudicare da quanto sopra, sembra destinato ad ingrandirsi sempre di più.
di Roberto Salerno
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martedì, giugno 24, 2008
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domenica 22 giugno 2008
ADDIO POZZO DEL BURANO...
Venerdì 20 giugno all'incontro pubblico:"Gestione e sfruttamento delle acque" tenutosi presso la Sala del Ridotto del Teatro comunale di Cagli, si è consumata l'ennesima beffa ai danni di tutti i cittadini cagliesi e dell'entroterra, l'Autorità di Ambito Territoriale, L'AATO 1 marche nord, per il triennio 2008 2010 ha previsto l'avvio di opere nel massiccio appenninico finalizzate al reperimento di nuove risorse idriche da falde profonde prevedendo una interconnessione dei pozzi del burano con il sistema acquedottistico provinciale e il suo potenziamento, per un investimento di oltre tre milioni di euro, non potendo contrastare l'operazione, in quanto la gestione delle riserve strategiche è passata sotto tutela regionale, "La Destra" chiede che vengano attuate, come da accordi presi dal sindaco di Cagli, ed altri componenti, nella seduta dell'assemblea consortile AATO del 19/12/2006 , le tariffe agevolate per le aree interne svantaggiate, ad oggi disattese, chiediamo altresì la realizzazione di piccoli bacini montani quali riserve idriche da sfruttare nelle emergenze ed anche in caso di incendi.
Le priorità da perseguire a tutela delle riserve idriche montane, dovrebbero essere, ammodernamento delle reti idriche, riqualificazione della sostanziosa falda idrica della costa, vedi falda di Fano, prevedendo il divieto di uso di inquinanti chimici, depurazione dei pozzi con sostanziale partecipazione al costo di tale operazione da parte delle aziende agricole o industriali locali, causa principale dell'inquinamento.
Incentivare il recupero delle acque reflue utilizzando le risorse disposte dai fondi europei.
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domenica, giugno 22, 2008
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domenica 15 giugno 2008
VIA LE TASSE DALLA BENZINA
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domenica, giugno 15, 2008
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venerdì 13 giugno 2008
INFRANTO IL MITO DEL LIBERO MERCATO
In Bolivia il Presidente Morales ha nazionalizzato la società di telecomunicazioni ENTEL controllata dall’italiana TELECOM. I boliviani, stanchi delle vessazioni economiche praticate dalla compagnia telefonica italiana che imponeva le tariffe più alte, e non giustificate, dell’intera America Latina, l’hanno cacciata riprendendosi il controllo dell’importante servizio pubblico.
In Italia, invece, Telecom e le altre compagnie telefoniche con cui è in finta concorrenza, continua imperterrita ad esercitare il suo strapotere, agevolata in questo dai governi Berlusconi, Prodi ed ora ancora Berlusconi che non ha nessuna intenzione di porre fine al monopolio dei privati per non turbare il mercato.
Detto questo va precisato che in Italia, nell’attuale situazione, una qualunque Azienda statalizzata diventerebbe terra di conquista dei partiti, dei super raccomandati e dei fannulloni (vedi le Partecipazioni Statali di democristiana memoria) e farebbe la fine dell’Alitalia che rischia di essere svenduta ad una società straniera o regalata ai soliti amici banchieri nella speranza che qualcuno la salvi dal tracollo.
La risposta per salvaguardare l’Italianità e l’efficienza dei nostri servizi essenziali e strategici quali comunicazioni, trasporto, sanità, difesa, scuola, giustizia ed energia e per il rilancio delle nostre industrie passa attraverso il coinvolgimento di tutte le parti in causa: lavoro, capitale e Stato. Vediamo come.
Proviamo a pensare una fabbrica senza operai, potrebbe esistere? No, come non potrebbe esistere un’Azienda senza il capitale necessario per impiantarla. Entrambe le componenti, lavoro e capitale, sono indispensabili. Perchè allora a decidere le sorti dell’Azienda deve essere solo il “padrone” che, da dittatore, decide vita, morte e miracoli dell’Impresa e dei suoi dipendenti?
Proviamo a pensare un Consiglio d’Amministrazione in cui oltre ai referenti del capitale (nelle grandi aziende sono quasi sempre i grossi gruppi bancari, spesso stranieri) siedano i rappresentanti liberamente eletti degli impiegati, operai e dirigenti, ossia di tutta la realtà articolata di una grande Impresa, certe operazioni avventate di tipo finanziario (vedi Parmalat e Cirio) o certe decisioni che portano beneficio solo agli azionisti, quali il trasferimento all’estero della produzione, non passerebbero di certo.
Non basta: proviamo anche a dare a tutti i lavoratori una busta paga in cui una parte, diciamo il 70%, è il classico salario, ma la restante parte derivi dalla suddivisione degli utili tra il capitale finanziario e tutti i lavoratori dell’Azienda. Ogni lavoratore darebbe il massimo di sè perché consapevole che il suo destino è legato a quello della “sua” fabbrica, nel bene come nel male, e sarebbe rassicurato dalla presenza dei suoi rappresentanti nel Consiglio d’Amministrazione.
Non basta ancora. Come la famiglia rappresenta la cellula base della società, allo stesso modo l’Azienda costituisce l’elemento strutturale del tessuto economico della Nazione e, anche in questo caso, lo Stato ha il dovere di tutelare, di aiutare a svilupparsi e d’intervenire in caso di difficoltà.
Se un’Azienda con migliaia di dipendenti per ragioni contingenti o per manifesta incapacità della dirigenza si ritrovasse in uno stato di crisi lo Stato, che non dovrà essere spettatore ma parte attiva, interviene e, a seconda delle circostanze, la sostiene con interventi economici o strutturali, fino al caso estremo della nomina di un nuovo amministratore, che non necessariamente dovrà essere espressione del capitale.
Lo sciopero, un metodo incivile retaggio dell’era preindustriale ottocentesca, non avrebbe più senso perché le eventuali controversie sarebbero risolte all’interno del Consiglio d’Amministrazione in cui, come detto, sono presenti stabilmente, con pari dignità e pari poteri tutte le componenti dell’Azienda. Quella che i politici e sindacalisti chiamano concertazione si realizza con il principio della “partecipazione dei lavoratori alla gestione e agli utili dell’Impresa”.
Oggi il dipendente lavora per lo stipendio e il padrone per il profitto in un’ottica egoistica e spesso conflittuale, domani - con la socializzazione delle imprese - entrambi opereranno per il bene dell’Azienda e, cosa non secondaria, nell’interesse supremo della Patria. In un clima di concordia e pace sociale.
Proviamo, una volta tanto, ad ipotizzare un diverso modello di sviluppo, svincolato dalle logiche del libero mercato e distante dalle suggestioni di un decrepito marxismo. Una nuova forma di società basata sulla partecipazione (concetto che va ben oltre il principio della democrazia, ossia della rappresentanza parlamentare affidata esclusivamente ai partiti), che consenta finalmente di realizzare quella giustizia sociale senza la quale nessuna comunità civile può esistere.
In sintesi: freniamo il capitale e ricostruiamo uno Stato Sociale.
Gianfredo Ruggiero(presidente Circolo Excalibur - Varese)
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venerdì, giugno 13, 2008
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